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Ciro ImparatoDoppiaggio
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Dibattito sull'uso della Voce sul web
Commenti degli esperti di web marketing


In questa pagina è contenuto il dibattito che si creò subito dopo la nascita di La Voce.net intorno all''utilizzo di voce e audio nelle pagine web. Intervennero i più autorevoli esponenti di web marketing. Pur essendo ormai passati diversi anni, se desideri inserirti nel dibatito puoi inviare un'e-mail a lavoce@lavoce.net.

Un ringraziamento agli autori dei post per aver autorizzato la pubblicazione. Un ringraziamento ulteriore va ad Elena Antognazza, moderatrice di MKtg, e a Pepe Moeder, oltrechè a Franco Giacomozzi, moderatore di Weebies (www.weebies.com). MKtg oggi non esiste più: dalla sua scissione sono nate le mailing lists Mlist di Elena Antognazza (www.mlist.it) e Kipnip (www.kipnip.it).


02/09/2000
(la mia e-mail che ha generato il dibattito sulle liste MKtg e Weebies)

Cari amici,

mi chiamo Ciro Imparato; sono un uomo di spettacolo maledettamente affascinato dal mondo di Internet e del web marketing. Oggi voglio dirvi la mia, e con questo spero di potervi fornire un'opinione da "tecnico del settore" in merito a ciò che segue. Mi riferisco al fatto che per un po' di tempo sulla lista si è discusso sull'argomento "emozione sì o emozione no?" in merito ai siti web.

Mi piacerebbe avere la vostra opinione su una cosa che ritengo veramente nuova:

"Un sito dove non c'è nulla da leggere, scrivere o guardare ma solo una voce da ascoltare".

Io credo che sia possibile dare emozione, ma ad un patto. Che l'emozione sia funzionale agli obiettivi commerciali, e non fine a sé stessa (salvo il caso di progetti web dedicati all'enterteinment).

Devo fare una premessa: il mio lavoro è "fornire emozione allo scopo di vendere prodotti". Sono un doppiatore: uso la mia voce per il doppiaggio di documentari, telefilm e cartoni. Ma sono anche voce di produzioni commerciali: telecomunicati, radiocomunicati, video istituzionali e promo televisivi.

La mia riflessione, qualche tempo fa, è stata questa: "E' mai possibile che in tutte le produzioni audio e video industriali dei miei clienti la voce (e il testo da recitare) sia un elemento trainante e nessuno abbia ancora pensato di inserirla sul web? E' mai possibile, dico io, che in Internet tutto debba ricondursi alla grafica, statica o in movimento?"

Eppure, pensai, se inseriamo la voce in un'animazione flash, realizzeremo l'impatto di uno spot televisivo!

Ne parlai ad un'azienda di multimedia publishing e cominciammo con l'inserire una piccola introduzione vocale nel sito di Invicta (www.invicta.it). Visto che questa piacque, realizzammo un'introduzione un po' più complessa per il sito della EDV (www.edv.it). Anche lì il risultato fu incoraggiante, così realizzammo due siti dedicati interamente alla voce.

Il primo, www.lavoce.net, è incentrato sull'emozione che la voce può dare. Il secondo, www.doppiaggio.net, spiega cosa bisogna fare per inserire la voce su un sito internet.

J. C. ha giustamente scritto:

"Se tale componente  emozionale rimane fine a se stessa o ancora di più, ostacola la funzionalità del sito o del servizio offerto (e-commerce, informativo ....) allora c'è un problema. La soluzione sta all'opposto: fare in modo che la componente emozionale sia sinergica al nostro obiettivo (vendita o offerta di un servizio), aiuti e coinvolga l'utente a sfruttare appieno la potenzialità interattiva dello strumento (internet)."

Ed è proprio questo che la voce può fare per un sito internet.

Mi fermo qui (odio leggere mail lunghissime!) ma potrei andare avanti a lungo. Mi piacerebbe, chiaramente, avere una vostra opinione in merito.

Un'ultima cosa: non c'è bisogno di aspettare la larga banda per inserire la voce su Internet.

Grazie di aver letto sin qui.

Ciro Imparato
Socio ADAP - Associazione Doppiatori Attori Pubblicitari
Socio TP - Associazione Pubblicitari Professionisti

ciro@doppiaggio.net

www.doppiaggio.net
www.lavoce.net

 

05/09/2000 (pubblicata sulla mailing list Weebies)

"Un sito dove non c'è nulla da leggere, scrivere o guardare ma solo una voce da ascoltare".
Come idea la ritengo molto originale ma, sinceramente, utilizzerei la voce come plus alla grafica e all'applicazione web (anche perchè già esiste un medium che funziona più che bene solo con la voce e col suono: la radio).
La voce (come il suono, la grafica, il software, i movies.....) deve essere utilizzata per dare al sito web maggiore interattività e maggiore "leggibilità".
Lo scopo degli sviluppatori web non deve essere quello di rendere il "nuovo mezzo" (web) quanto più simile agli altri media, ma quello di capirne le potenzialità e non mutarne le finalità.
Dunque ben venga la voce sul WEB (anche senza attendere la larga banda...) purchè sia da WEB!

Andrea Giordano
Responsabile Area Web Design
MTN® Internet Company S.r.l.
e-mail: ad@microsys.it
www.mtn.microsys.it
www.microsys.it

06/09/2000 (pubblicata sulla mailing list Weebies)

Concordo con quanto dice Andrea sul fatto che il web non deve imitare altri media. Rudolph Arnheim a suo tempo si concentrò sulla ricerca di uno specifico cinematografico, e poi di uno specifico radiofonico, nei suoi celebri saggi sul cinema e sulla radio. Allora mi sembra interessante discutere su quale sia lo specifico del web, come linguaggio, come design, come comunicazione, come enterteinment. E' la rapida ricerca di informazioni? E' il "dolce naufragar in questo mare" come direbbe Leopardi?
E' il tessere reti per il mondo? E' un'interfaccia? una macchina? uno spettacolo?

Parliamone

Umberto Santucci
www.umbertosantucci.it

 

06/09/2000 (pubblicata sulla mailing list MKtg)

Salve a tutti.
Scrivo a proposito dell'intervento di Ciro Imparato sull'impiego della voce nella comunicazione pubblicitaria.

Dice Imparato:

"La mia riflessione, qualche tempo fa, è stata questa: "E' mai possibile che in tutte le produzioni audio e video industriali dei miei clienti la voce (e il testo da recitare) sia un elemento trainante e nessuno abbia ancora pensato di inserirla sul web? E' mai possibile, dico io, che in Internet tutto debba ricondursi alla grafica, statica o in movimento?"

Sono completamente d'accordo e, aggiungerei, non solo per scopi promozionali ma nella comunicazione in genere la voce può essere un elemento di arricchimento "forte" per i siti editoriali, per quelli istituzionali e non solo per quelli commerciali tout court, e non certo un inutile orpello, credo. Con un utilizzo di voci non solo di doppiatori, ma anche di giornalisti, conduttori etc.
Eppure, ferme restando le web radio che sono un discorso a parte, in quanti siti italiani la voce è un elemento anche solo della homepage? In moltissimi casi un modesto (davvero modesto) utilizzo di "musichette" è l'unico arricchimento sonoro che possiamo trovare. E' solo un problema tecnico? (ma Imparato ci rassicura anche su questo...) E qual'è la situazione per i siti stranieri? C'è qualcuno che ha una risposta in merito?
Un altro aspetto che mi preme sottolineare è quello della potenziale "occupabilità" di voci fino a ieri relegate in piccole radio di provincia e oggi, teoricamente, in grado di andare ovunque partendo da un punto qualsiasi.
Sarà così, sarà possibile (attualmente le società di doppiaggio italiane sono a Roma e a Milano) o, come per la maggior parte delle professioni della New Economy, il bacino d'occupazione resta l'area del Nord-Est (almeno stando alle richieste che appaiono quotidianamente sui media dedicati al lavoro) e solo per le posizioni di basso profilo esiste l'opzione "anche a distanza"?
Ma questo è un altro tema....
Grazie a tutti

Adele Marra
studiomarra@hotmail.com

 

07/09/2000

Un saluto alla lista, e un ringraziamento particolare a tutti coloro, fra voi, che mi hanno scritto per avere maggiori ragguagli sull'implementazione della voce sul Web.

Rispondo ad Andrea Giordano:

"Un sito dove non c'è nulla da leggere, scrivere o guardare ma solo una voce da ascoltare. Come idea la ritengo molto originale ma, sinceramente, utilizzerei la voce come plus alla grafica e all'applicazione web (anche perchè già esiste un medium che funziona più che bene solo con la voce e col suono: la radio).
La voce (come il suono, la grafica, il software, i movies.....) deve
essere utilizzata per dare al sito web maggiore interattività e maggiore "leggibilità".

Concordo pienamente con quanto scrivi. Era dal '95 che, come doppiatore, attendevo di poter inserire la voce sul Web. Ed è da allora che studio le modalità attraverso cui la voce possa essere funzionale al web, e non viceversa. Però vorrei fare alcune precisazioni:

1) l'uso della voce è già di per sé profondamente impattante e, soprattutto, completamente nuovo. Un'intro in flash con la voce giusta ha l'impatto di uno spot televisivo; prova a guardare l'intro che trovi a http://www.edv.it/ita/flash/index.html. Il sito che ti parla indipendentemente dalle tue azioni è stupore.

2) nel caso in cui la voce vada aggiunta a siti già esistenti, è già possibile fare molto in termini di interattività (la foto che "parla", descrivendosi, se sfiorata dal mouse; i pulsanti che, onmouseover, ti invitano a fare qualcosa, l'approfondimento in pop-up con un documentario di 1 minuto, etc.). E' chiaro che, nel caso auspicabile di una progettazione "da zero", ovvero di un sito studiato appositamente per contenere la voce, l'interattività non ha limiti.

3) Non dimentichiamo che l'audio onmouseover è già una realtà da diversi anni. E non capisco davvero (ma mi piacerebbe avere il vostro parere in merito) perchè ci si ostini ad utilizzare effetti elettronici, sempre uguali o quasi, invece della voce che doppia il nostro attore perferito, interfacciata con database e cookies, che ci dice "Benvenuto, Marco. Sei già stato qui 3 giorni fa. Siamo contenti che tu sia tornato". E' un problema di peso, direte. Permettetemi di dire che è falso. 3 secondi di file audio (sufficienti per dire "Grazie per essere stato con noi. Torna a trovarci presto") in mp3 a 32kbps pesano 15 k sia che ci sia un suono, sia che ci sia una voce, sia che ci sia silenzio assoluto. E preparando tecnicamente il file per il Web prima della trasformazione in mp3, si può campionare anche a 16kbps, riducendo ulteriormente il file. Non voglio dire con questo che inserire la voce sul Web sia un'impresa da poco. Ma avendo a disposizione uno studio di registrazione digitale, un microfono adeguato, doppiatori professionisti e uno studio approfondito sulle tecnologie audio più usate su Internet, si posso fare faville! E senza appesantire il sito.

Rispondo ad Umberto Santucci:

"Concordo con quanto dice Andrea Giordano sul fatto che il web non deve imitare altri media."

Imitarli no di certo. Ma neanche deprivarsi dei più naturali strumenti comunicazionali. Vedi, Umberto, il fatto che la voce fino ad oggi non sia stata parte del Web, è un caso. Un caso dipendente dalla tecnologia. Le leggi fisiche e le tecnologie corrispondenti ci hanno insegnato che è più facile vedere che sentire. Se fosse stato il contrario, avremmo avuto un Web parlante, con i testi ma senza immagini. E non sto parlando della radio.

"Allora mi sembra interessante discutere su quale sia lo specifico del web, come linguaggio, come design, come comunicazione, come enterteinment. E' la rapida ricerca di informazioni? E' il "dolce naufragar in questo mare" come direbbe Leopardi? E' il tessere reti per il mondo? E' un'interfaccia? una macchina? uno spettacolo?"

Sono contento che dall'argomento voce tu abbia partorito una tale vastità di concetti e teoremi. Ma non credo che si possa affrontare l'argomento come "Epistemologia e paradigmi della voce sul Web".

Il concetto è molto più terra terra. Sul Web, fino ad oggi siamo stati muti, nonostante avessimo bocca, corde vocali e orecchie perfettamente funzionanti. Vogliamo esserlo ancora per molto? Mi ricordo un Quattroruote di 15 anni fa, su cui era descritta un'automobile computerizzata e parlante.
Era un prodigio: un mezzo elettronico e meccanico che parlava.

Non siamo tornati indietro invece di andare avanti?

Non è un problema di tecnologia, ma di business e di forma mentis. Con la voce si può guadagnare tanto quanto con la grafica e con la programmazione.
E si possono fare cose veramente nuove.

Grazie di aver letto sin qui.

Ciro Imparato

 

08/09/2000

On Thu, 7 Sep 2000 01:20:10 +0200
"Ciro Imparato" <ciro@doppiaggio.net> wrote:

"1) l'uso della voce è già di per sé profondamente impattante e, soprattutto, completamente nuovo. Un'intro in flash con la voce giusta ha l'impatto di uno spot televisivo; prova a guardare l'intro che trovi a http://www.edv.it/ita/flash/index.html. Il sito che ti parla indipendentemente dalle tue azioni è stupore."

E' questa la domanda che mi pongo, e che mi sono posto quando uscirono le prime versioni di flash tempo addietro: ma e' proprio necessario? Tutto cio' e' complementare allo scopo ultimo del web, ma soprattutto, introduce qualcosa che oltre nuovo, oltre agli eye-candy? Tengo a precisare che nuovo non significa per forza innovativo.. Per fare i puntigliosi, flash non fa nulla che non fosse gia' possibile in Java, solo che li' bisognava sudare un po di piu..
A voi la parola.

Duke
dukez@tiscalinet.it

 

08/09/2000

Io uso parecchio Flash e credo che il vero problema della voce sia il costo in termini di $$$. Ciro Imparato dice che basta avere uno studio di registrazione e dei doppiatori professionisti.
Solo??!!!
Secondo me non e' da tutti. Anzi vi dirò di più se andiamo nelle New media agency vi sfido a trovarne con lo studio di registrazione.  So che Inferentia si sta attrezzando  e credo che sia un eccezione.

Inoltre il peso non e' secondario anche se Flash e Mp3 aiutano molto. Personalmente più di sentire la voce aspetto con ansia di poter interagire con la voce. Credo che prima io dirò:" Cercami un monolocale a milano" poi forse  dopo due anni una voce femminile molto sensuale mi dira :" Sir ho trovato due monolocali con vista la Scala a solo 10.000 $ al metro quadro" Apparte gli scherzi credo  che sia un po' prestino ma ci arriveremo.


Saluti Lorenzo

 

09/09/2000

Salve a tutti. Sono un laureando in Comunicazione Multimediale al Politecnico di Milano. Scrivo a proposito dell'intervento di Ciro Imparato sull'impiego della voce nella comunicazione pubblicitaria sul Web.

Dice Imparato:

"La mia riflessione, qualche tempo fa, è stata questa: "E' mai possibile che in tutte le produzioni audio e video industriali dei miei clienti la voce (e il testo da recitare) sia un elemento trainante e nessuno abbia ancora pensato di inserirla sul web? E' mai possibile, dico io, che in Internet tutto debba ricondursi alla grafica, statica o in movimento?"

Io credo che:
Internet oggi, nella maggioranza dei casi, è uno strumento che è caratterizzato da una banda molto ristretta, ovvero il numero di KB/secondo che può essere trasmesso è molto basso. La voce purtroppo occupa molti KB.Creare una pagina troppo "pesante", ovvero troppo lenta da scaricare, può dare una sensazione di "fastidio" all'utente che dovrà usare il suo prezioso tempo per aspettare di vedere qualcosa. Non solo ma, questa sensazione verrà associata al sito, e quindi alla marca/azienda proprietaria del sito. Non credo che ci siano per il momento i presupposti tecnici per l'utilizzo della voce e dell'audio in genere sui siti WEB.
A testimoniaza di quello che dico c'è la grande fatica dei WebDesigner di ridurre di ottimizzare le pagine per il Web, oppunto per rendere il più immediata possibile la visualizzazione della pagina.

L'obiettivo della comunicazione almeno secondo Franco Tizian autore di "Comunicare" edito da Zanichelli è: "informare, creare interesse, far nascere il desiderio,..." La voce in un sito non contribusce in nessun modo alla comunicazione aziendale. Web e televisione sono media differenti. Nel video (o nello spot) una voce calda e profonda (come quella di Ciro Imparato) serve a dare credibilità, ovvero, dà allo spettatore la sensazione che ciò che sta vedendo è credibile perchè un uomo forte, autorevole, etc.. sta spiegando ciò che appare sullo schermo. Provate a immaginare un uomo mingherlino, malaticcio, molto timido che parla un vocione caldo, basso e profondo... fa un po' ridere :-), vero? Il vocione nell'immaginario collettivo appartiene ad un uomo forte, sicuro di sè ed autorevole. La voce serve a dare credibilità, la credibilità serve indirettamnte a creare interesse.

Nel Web l'attenzione dell'utente deve essere rivolta alla lettura dei link: in modo tale da far capire immediatamente la struttura del sito è quindi avere la possibilità di navigare più facilmente. Se c'è la voce l'utente è costretto prima a concetrarsi sulla voce e poi individuare dove si trovano visivamente i link. Conclusione la percezione della struttura del sito viene rallentata e quindi la navigazione del sito è meno immediata.

Grazie a tutti.
Fabio

 

09/09/2000

At 02.42 27/08/00 +0200, you wrote:

"La mia riflessione, qualche tempo fa, è stata questa: "E' mai possibile che in tutte le produzioni audio e video industriali dei miei clienti la voce (e il testo da recitare) sia un elemento trainante e nessuno abbia ancora pensato di inserirla sul web? E' mai possibile, dico io, che in Internet tutto debba ricondursi alla grafica, statica o in movimento?"

il motivo mi pare ovvio: la tecnologia e' ancora troppo "grezza" per sfruttare decentemente l'audio sul web. I pc "multimediali" hanno avuto il boom solo da pochi anni, e le normali linee telefoniche sono comunque ancora troppo lente per applicazioni serie.

"Eppure, pensai, se inseriamo la voce in un'animazione flash, realizzeremo l'impatto di uno spot televisivo!"

mah... io ho qualche dubbio. Sono piu' di 20 anni che "smanetto" in tv, e ammesso e non concesso che tra poco potremo avere anche sul web una qualita' paragonabile a quella televisiva, bisogna pur sempre ricordarsi che si tratta di due mezzi *differenti*.

E la differenza piu' grande, ovvio, e' che il web e' interattivo. Mentre nella tv l'utente e' passivo (telecomando a parte) sul web *vuole interagire*: non e' piu' disposto cioe' a sciropparsi con occhio spento qualsiasi cosa gli venga propinata.

L'offerta inoltre e' talmente vasta che l'effetto click-telecomando e' ancora piu' devastante che non alla tv. Pensare quindi di trasporre le tecniche televisive (spot e quant'altro) paro paro sul web credo sia un grave errore; bisognera' piuttosto inventarsi quel "linguaggio" che attualmente e' ancora frenato dai limiti tecnologici.
Flash oggi come oggi e' quasi patetico negli effetti (quelle dissolvenze tremolanti!), senza contare che rende lentissimo il caricamento delle pagine e crea spesso problemi sui pc meno potenti.

"Mi piacerebbe, chiaramente, avere una vostra opinione in merito.
Un'ultima cosa: non c'è bisogno di aspettare la larga banda per inserire la voce su Internet."

per curiosita' sono andato a curiosare nel sito :)
Le intenzioni potrebbero esser valide, la grafica e' buona : ma alla fine l'uso della voce + immagini somiglia maledettamente alle terrificanti e famigerate "serate di diapositive" :DDD
Con l'aggravante di non avere neppure il grande schermo! :(((

E' illusorio insomma pensare di trattenere con questi mezzi il visitatore per piu' di uno-due minuti... Quando capisce che aria tira quello scappa a gambe levate! Il suono o la voce da soli non bastano. A quel punto meglio accendere la radio e buonanotte :(

Spero che nessuno, in buona sostanza, quando la tecnologia lo permettera', vorra' infliggerci sul web gli stessi spot che dobbiamo sorbirci in televisione!
Ugh! Ho detto.

Cordiali Saluti
Alessandro

 

11/09/2000

DUKE wrote:

"E' questa la domanda che mi pongo, e che mi sono posto quando uscirono le prime versioni di flash tempo addietro: ma e' proprio necessario? Tutto cio' e' complementare allo scopo ultimo del web, ma soprattutto, introduce qualcosa che oltre nuovo, oltre agli eye-candy? Tengo a precisare che nuovo non significa per forza innovativo. Per fare i puntigliosi, flash non fa nulla che non fosse gia' possibile in Java, solo che li' bisognava sudare un po di piu..
A voi la parola.

Non è per niente necessario, hai ragione.
Eppoi ancora non capisco perchè si debba dare al web "l'impatto di uno spot televisivo"... Mi sembra che oltretutto si vada contro corrente dal momento che su TV, Radio, Stampa non si fa altro che parlare di WEB...
Avete fatto caso come gli spot siano ormai INTERNET dipendenti?
Se non si parla di web lo spot non ha successo.....e questo perchè, finalmente, anche i guru dell'AD si sono "accorti" delle infinite potenzialità del nuovo mezzo e della sua peculiarità: l'INTERATTIVITA'. Io non investrei un soldo bucato per far diventare il mio sito web come un canale televisivo o come una radio.

Sono con DUKE quando dice: "flash non fa nulla che non fosse gia' possibile in Java" e aggiungo che, purtroppo, nella maggior parte dei siti flash che ho visitato mi sembra di essere tornato indietro di 4-5 anni quando nelle pagine web bisognava inserire qualche oggettino java tanto pe fare numero, tanto per animare la pagina (vedi fiamme, acqua e chi più ne ha più ne metta)....

Un cordiale saluto alla lista

Andrea Giordano
Responsabile Area Web Design
MTN® Internet Company S.r.l.
e-mail: ad@microsys.it
www.mtn.microsys.it
www.microsys.it

 

12/09/2000

Un saluto a tutti.

Rispondo ad Alessandro Ghezzer: 

"Ugh! Ho detto."

Sì, Toro seduto, sì. Ora la parola ad Alce Parlante.

Alce Parlante:

E' ormai ampiamente provato e consolidato che nella comunicazione il contenuto verbale di una frase incide sull'individuo per un percentuale che si aggira attorno al 7%. Mentre il non verbale e quindi la postura del corpo, l'espressione del viso ecc. incidono per ben il 51%. Quello che manca, vale a dire il 42% è dato dal paraverbale e cioè il tono della voce, il timbro, il ritmo ecc. 

Quante volte avete inviato una mail con l'intenzione di esprimere una vostra opinione, una vostra considerazione e vi siete visti rispondere in modo del tutto contrario alle vostre aspettative? Eppure siete convinti di aver scritto al meglio il vostro pensiero. Provate ad aggiungere il 42% consentito oggi dal web e vi renderete conto della differenza.

"il motivo mi pare ovvio: la tecnologia e' ancora troppo "grezza" per sfruttare decentemente l'audio sul web."

Primo punto: O il suono è pesante per il web o non lo è.

Delle due l'una:
Il suono è pesante e non si deve utilizzare? Allora smettiamola, in certi siti, di usare effetti sonori elettronici, tutti uguali, al passaggio del mouse. Il suono, pur pesante, può essere utilizzato? Allora, a parità di peso, perchè non sostituire i freddi effetti elettronici con una voce calda che accolga il visitatore consigliandolo sulla navigazione? Perché non utilizzare una voce che in 5 secondi descrive il prodotto (sulla cui foto abbiamo appoggiato il mouse) e invita all'acquisto?

"E la differenza piu' grande, ovvio, e' che il web e' interattivo. Mentre nella tv l'utente e' passivo (telecomando a parte) sul web *vuole interagire*:"

Secondo punto: la voce sul web non è nè la radio nè la televisione. 

Piuttosto credo che alla televisione si ispirino (in maniera a volte dignitosa, a volte meno) gli intro in flash che caratterizzano la maggioranza dei siti italiani (e non) di nuova generazione. 

Delle due l'una: 
il web è interattivo e non deve scimmiottare la televisione? Allora bisognerebbe smetterla di creare "sigle" televisive dei siti in tecnologia Flash (che sono la cosa meno interattiva che conosca, fatta eccezione per il comando "skip intro"). Il web è interattivo ma un intro in flash "televisivo" ha senso? Allora perchè non provare ad inserire una voce invece dei suoni (pesano uguale ma la voce comunica di più)? Perché non invitare il consumatore a fare qualcosa "parlandogli"?

"Flash oggi come oggi e' quasi patetico negli effetti (quelle dissolvenze tremolanti!), senza contare che rende lentissimo il caricamento delle pagine e crea spesso problemi sui pc meno potenti."

Terzo punto: Flash, per pesante che sia, è una realtà.

Innanzitutto: per usare la voce sul web basta javascript. Riguardo Flash, ciò che dici è vero solo per ciò che riguarda il peso. Per ciò che riguarda gli effetti, non sono d'accordo (ma forse, secondo il tuo punto di vista, le mie idee sono antiquate: il mio parametro sono le sigle e i promo dei canali Mediaset...).

Delle due l'una:
Flash è pesante e non bisogna utilizzarlo? Allora cominciamo a dire a tutti i clienti (sono loro a chiederlo, oggi) che non si può utilizzare. Inoltre comunichiamo alla maggioranza dei proprietari dei siti italiani che il loro lavoro è tutto da rifare. Flash, per pesante che sia, è utilizzato ed è difficile cambiare il trend? Allora, in attesa di tecnologie più interessanti, rendiamolo più impattante con la voce (pesa meno della grafica e tanto quanto gli effettini elettronici).

"Le intenzioni potrebbero esser valide, la grafica e' buona : ma alla fine l'uso della voce + immagini somiglia maledettamente alle terrificanti e famigerate "serate di diapositive" :DDD"

Hai ragione, l'introduzione è così.

Rispondo a F. F.:

"Internet oggi, nella maggioranza dei casi, è uno strumento che è caratterizzato da una banda molto ristretta, ovvero il numero di KB/secondo che può essere trasmesso è molto basso. La voce purtroppo occupa moltiKB. Creare una pagina troppo "pesante", ovvero troppo lenta da scaricare, può dare una sensazione di "fastidio" all'utente che dovrà usare il suo prezioso tempo per aspettare di vedere qualcosa. Non solo ma, questa sensazione verrà associata al sito, e quindi alla marca/azienda proprietaria del sito. Non credo che ci siano per il momento i presupposti tecnici per l'utilizzo della voce e dell'audio in genere sui siti WEB."

Il primo sito che vidi realizzato in Flash (all'epoca, nel '97, si chiamava solo Shockwave) fu quello della Schweppes. Era una pagina gialla con una simpatica bottiglietta: se sfioravi la bottiglietta col mouse questa faceva un "ruttino". Ecco, dissi: fra un mese sostituiranno il ruttino con una di quelle belle voci americane profonde che annuncerà: "Welcome to the Schweppes Site".

Ebbene, ecco la cosa che non mi spiego: da allora non solo non ho mai sentito la bella voce americana, ma ho invece assistito ad un proliferare di ruttini di ogni specie e categoria! Ditemi se mi sbaglio: immaginiamo di entrare in un sito in Flash a caso. Una volta caricato, cominciamo a muovere il mouse sui pulsanti e sulle immagini. Cominceremo a sentire: "ziuom!" "ziu!" "sgnaakkk!" "beung!" ogni volta che tocchiamo un pulsante. 

Quindi l'audio è stato inserito dappertutto. E allora perchè non la voce? Qualcuno dirà: perchè la voce "pesa" di più. Ed è errato anche questo: 3 secondi di file audio (sufficienti per dire "Grazie per essere stato con noi. Torna a trovarci presto") in mp3 a 32kbps pesano 15 k sia che ci sia un suono, sia che ci sia una voce, sia che ci sia silenzio assoluto. E preparando tecnicamente il file per il Web prima della trasformazione in mp3, si può campionare anche a 16kbps, riducendo il file a 8 k.

"Nel Web l'attenzione dell'utente deve essere rivolta alla lettura dei link: in modo tale da far capire immediatamente la struttura del sito e quindi avere la possibilità di navigare più facilmente. Se c'è la voce l'utente è costretto prima a concentrarsi sulla voce e poi individuare dove si trovano visivamente i link. Conclusione la percezione della struttura del sito viene rallentata e quindi la navigazione del sito è meno immediata."

Mi rendo conto di considerare scontate moltissime cose che invece non lo sono. Ad esempio, il fatto che la voce consente interattività e fidelizzazione. Ma per comprendere questo punto, bisogna fare un piccolo sforzo: quello di dimenticare la voce come elemento di radio e televisione.

Ora immaginiamo un sito nel quale, appena entrati, una voce (immaginate quella che doppia il personaggio americano che vi piace di più) vi dice: "Benvenuto, xxxyyy. I prodotti che hai richiesto sono stati spediti. Hai due messaggi da ascoltare, scritti da zzzzz e da wwwwww." 

E' il futuro? No, è il presente. Almeno quello di chi riesce a vederlo.

Grazie di aver letto sin qui.

Ciro Imparato

 

12/09/2000

Scrive Lorenzo:

"Io uso parecchio Flash e credo che il vero problema della voce sia il costo in termini di $$$.
Ciro Imparato dice che basta avere uno studio di registrazione e dei doppiatori professionisti.
Solo??!!!
Secondo me non e' da tutti. Anzi vi dirò di più: se andiamo nelle
New media agency vi sfido a trovarne con lo studio di registrazione."

Ciò è tutto vero. Ma non ho mai detto che inserire la voce sia possibile per tutti. Si tratta di acquistare il servizio da chi è in grado di fornirlo ai massimi livelli, così come noi acquistiamo la grafica e la programmazione da chi la sa fare. Il costo della voce non è un problema, a meno che non si stia parlando di un sito da 4 o 5 milioni tutto compreso.

E da un punto di vista tecnologico, non dobbiamo dimenticare che 3 secondi di file audio vocale pesano tanto quanto 3 secondi di effetti o di silenzio. E la voce, usando la tecnologia adeguata (tecnologia audio di preparazione per il web che si ottiene solo con hardware e software professionale audio dedicato), suona benissimo.

E' il futuro? No, è il presente. Almeno quello di chi riesce a vederlo. E chi lo vede oggi gioca d'anticipo di un anno e mezzo, conferendo alle sue realizzazioni un vantaggio competitivo notevole.
Quando i siti parleranno, il suo sarà stato uno dei primi.

Grazie di aver letto sin qui.

Ciro Imparato

 

13/09/2000

Carissimo Ciro, carissima lista, permettetemi di alzare il pollice a favore di Ciro e tutta la sua troupe di doppiatori, come pure di spezzare una lancia in favore di chi ha disquisito sul <<peso>> della voce, sulla non desiderata <<imitazione>> di altri media, ecc. ecc.

Prometto che non saro' breve...

A favore di Ciro "e compagnia parlante":

Sono d'accordo con gli esempi di Ciro sulle svariate possibilita' di utilizzo della voce sul web. Dal saluto all'ingresso e all'uscita dal sito alle descrizioni vocali dei prodotti, la percezione del visitatore puo' essere condizionata favorevolmente (ricordiamoci che influenzare la percezione dell'utente e' e rimarra' sempre tra gli obiettivi primari della comunicazione pubblicitaria).

Mi spingo ancora piu' in la', e capirete piu' avanti l'utilita' di quest'ulteriore illustrazione. Immaginiamo un software intelligente - tipo quello implementato da Amazon - dove ad ogni cluster  - definito per abitudini globali d'acquisto - una voce, a scelta dell'utente, suadente e femminile o portentosa e maschile, ci fornira' informazioni "utili" (valutazioni di clienti soddisfatti, suggerimenti sull'uso, sull'acquisto di altri prodotti, advertising mirato, ecc.) mentre saremo intenti a valutare un prodotto "importante".

Non e' forse quello che accadeva nel vecchio negozio dietro l'angolo quando l'amico salumiere consigliava le nostre nonne? ("l'ha presa anche Maria... e ha detto che l'ha trovata squisita...") In pratica, creare un legame d'amicizia con l'utente, infondergli fiducia, dargli l'illusione di essere guidato da un amico (che non deve necessariamente prendere in giro l'utente come spietatamente faceva l'amico di Truman nel film omonimo). Lo stesso processo che la grande distribuzione cerca di riprodurre nei supermercati quando impone ai vari addetti di portare sulla divisa un distintivo con il proprio nome, spesso riprodotto con caratteri di tipo "script"; o, ancora, il cartello che troviamo allo sportello bancario con il nome e cognome dell'addetto. Ogni azione che infonde fiducia nel consumatore nei confronti del prodotto o marchio e' la benvenuta a patto che...

A favore delle altre "voci" che preferiscono "il muto"...

Che il gioco valga la candela? Prendendo a prestito un vecchio adagio: "non si puo' fare i conti senza l'oste". Ritengo che i molti pareri sfavorevoli giunti in lista siano piu' dettati dalla difficolta' di far tornare i conti in tasca al cliente (l'oste), piu' che dalla reale non fattibilita' o dalla difficolta' tecnologica o ancora dai tempi non maturi. Non voglio disquisire sulla capacita' dei produttori di siti di riuscire a "vendere" il proprio prodotto (io per primo ammetto che non sia assolutamente facile...).

Molto spesso, uno dei fattori critici nella vendita della tecnologia web e' il budget messo a disposizione dal cliente (insieme alla sua cultura di marketing, che secondo me e' importante quanto e forse piu' della "pecunia"). Con le recenti tempeste occorse su questa o quella start-up, i venditori del web possono trovare piu' remore *da parte dei clienti* ad adottare nuovi canoni che esulino dalle classiche "pernacchie elettroniche", ehm... sonorita' presenti in vari siti "multimediali" (mi sia perdonata la licenza poetica... prometto di non farlo piu' :-)). Recentemente, in altra ML, c'era chi si giustificava rispetto ad un'interfaccia grafica definita "sgranata" dicendo: 

"Scusa ma l'effetto sgranato dei pulsanti era voluto, anche quello non sarà bello, ma a me (e a chi ha pagato) piaceva."

In conclusione...

La tecnica del "motion picture" utilizzata in "2001: Odissea nello spazio" (se non erro il primo film a utilizzare questa tecnica di ripresa) e' diventata solo dopo diversi anni una routine (lo so, lo so, oggi il motion picture e' superato, ma il mio voleva solo essere un esempio...).  Perche' il motion picture si e' affermato come tecnica di ripresa? Non solo perche' fosse d'impatto ed esteticamente gradevole, ma perche' i produttori si erano resi conto che i costi d'implementazione dell'effetto giustificavano ampiamente la spesa: la gente rimaneva a bocca aperta, riempiva le sale, pagava il biglietto, acquistava i gadgets, voleva riascoltare la colonna sonora a casa propria...

Quando giustificheranno i nostri clienti la spesa di un doppiatore professionista per lo sviluppo di un sito web? Certo e' improponibile al salumiere che acquista internet gratis... Ma la media/grande impresa? Forse proprio i promo della radio e della televisione possono dare una mano al web-venditore per giustificare i costi relativi all'implementazione della voce. Ovvio che, almeno all'inizio, sia sperimentabile solo da chi può permettersi budget di una certa importanza. Ma non bistrattiamo la *novita'*! A saper gestire la vendita del prodotto, potrebbe diventare un "must" in futuro (sempre naturalmente per aziende che comprendono l'uso dei grafici di Gantt...).

Vi ricordate Guerre Stellari? Altro film ad implementare il motion picture e qualche altro "effettino". Ma pochi o nessuno era disposto a finanziare la produzione. E allora? Il regista fondera' una nuova societa' assumendo un gruppo di giovanissimi ed entusiasti programmatori. Oggi quella societa' e' leader mondiale negli effetti cinematografici digitali, e il regista puo' permettersi attori di qualunque calibro, senz'altro piu' conosciuti e pagati rispetto all'Harrison Ford della prima pellicola di Guerre Stellari (allora Ford era uno dei falegnami del cast che fece un provino piu' per scherzo che per voglia di successo... e oggi ben pochi sanno che prima delle astronavi e delle giungle dai tesori nascosti era chiamato sul set per affari... di falegnameria).

No, non sono un collaboratore di Ciro Imparato, ne' ho alcuna compartecipazione con il suo studio (almeno per ora), ma permettetemi di citare una sua frase:

"E' il futuro? No, è il presente. Almeno quello di chi riesce a vederlo."

Con affetto, salutoni a tutta la lista (specialmente a Elena).

Simone Tugnolo
simoneonline@tin.it

 

14/09/2000

Salve a tutti,

vorrei brevemente intervenire anch'io su questo argomento visti gli ottimi interventi che ne sono nati.

Sostanzialmente concordo con l'intervento di Alessandro ma non solo per le attuali capacità di banda della rete telefonica ma sopratutto per il rischio che si corre di "spersonalizzare internet".

Mi spiego meglio..

Nel visitare l'ottimo sito di Imparato la voce che mi accoglie nella home page è naturalmente molto bella per i toni che usa, ma siccome nel sito ci sono entrato più di una volta  dopo un pò "stanca". Perchè dopo la prima piacevole "sorpresa" si capisce che la voce è meccanica, sempre la stessa e che in fondo non c'è nessuno dietro il video.

Non credo che sia utile usare la voce per farmi descrivere un prodotto che sto guardando in un sito, mi farebbe distrarre... ed inoltre, come nei normali negozi, quando ho bisogno di informazioni le chiedo e nel sito web le leggo comodamente che bisogno c'è che qualcuno me le legga mica sono scemo. E se poi non sono scritte, ma solo parlate chi vi dice che il pc del cliente abbia le casse o che comunque lui abbia il desiderio di sentire una voce comunque sempre registrata... Sai che delusione sentire una bella voce suadente del "commesso" e non poterlo vedere.

Internet è interazione tra il sito e chi lo guarda; non diamo una caramella quando il visitatore in realtà vuole tutta la torta.

Nel sito del software cu see me di videoconferenza (in un server dello stesso ho avuto l'onore di incontrare Alessandro) c'è una versione di questo applicativo dedicata proprio a creare una videoconferenza nel sito in modo che l'azienda possa interagire con il visitatore. Questa per me potrebbe essere la vera svolta.

Saluti

Marco

 

14/09/2000

"...Io credo che:
Internet oggi, nella maggioranza dei casi, è uno strumento che è caratterizzato da una banda molto ristretta, ovvero il numero di KB/secondo che può essere trasmesso è molto basso..."

Non c'e' alcun dubbio che nonostante ISDN e ADSL (per chi puo', sia tecnicamente che economicamente) la rete sia molto lenta ed i contributi multimediali di difficile inserimento, pero' e' anche vero che ci sono parecchie tecnologie che usate correttamente consentono dei piccoli miracoli.

"Nel Web l'attenzione dell'utente deve essere rivolta alla lettura dei link: in modo tale da far capire immediatamente la struttura del sito è quindi avere la possibilità di navigare più facilmente. Se c'è la voce l'utente è costretto prima a concentrarsi sulla voce e poi individuare dove si trovano visivamente i link."

Potrei anche essere d'accordo (filosoficamente) ma ci stiamo dimenticando che la voce puo' essere di vitale importanza per i "visually impaired" (non vedenti o ipovedenti) e che una guida vocale o la lettura di notizie sarebbe a dir poco auspicabile. Qualcuno obiettera' che servizi simili gia' esistono (per telefono) ma  trovo che anche i non vedenti abbiano diritto ad esperire la rete e -soprattutto- ad essere attori oltre che spettatori, cio' che per telefono e' evidentemente impossibile o comunque scarsamente funzionale.

Cordialita' a tutta la lista

Pasquale

 

19/09/2000

Su questa mailing list si è discusso molto sul ruolo della voce sul Web. A questo proposito Ciro Imparato dice:

"E' il futuro? No, è il presente. Almeno quello di chi riesce a vederlo."

Questa frase ha fatto discutere molto.

Io credo che sarebbe il caso di chiedersi che differenza c'è tra tv-radio-stampa (mezzi tradizionali) e il Web. Il futuro lo si conquista cercando nel web !non! quello che c'è di buono nei mezzi tradizionali, ma cercando quello che i mezzi  tradizionali non potranno mai avere! Il Web non è nè radio, nè stampa, nè televisione... la grande novità nel Web è l'interazione tra chi offre il servizio e chi ne usufruisce. Infatti nessun mezzo tradizionale ha questa possibiltà.

Alla luce di questo cos'è il futuro? qual'è la chiave di tutto? Io credo che la risposta sia l'utente. Utente come figura centrale nel sistema comunicativo e non più come 
figura più o meno passiva che riceve il messaggio.

Quindi, per ritornare al problema - investire si o no sulla voce - a mio parere gli investimeti andrebbero indirizzati verso questa direzione con la costruzione di siti fatti di pagine dinamiche. Questo tipo di pagine si auto-aggiornano prendendo le informazioni da un Database. Attraverso il Database e un apposito applicativo è possibile prendere e memorizzare informazioni dagli utenti e avere un continuo feedback. Un database che raccoglie i risultati di un questionario per esempio è un modo per interagire con gli utenti...

Oppure è possibile creare una comunicazione Utente-utente allo scopo di studiare le idee e le tendenze da ciò che gli utenti dicono. Un esempio di questo tipo di pagina dinamica è microMKTG. Un forum creato col PHP. Il PHP scrive l'HTML prendendo i contenuti da un database che contiene i messaggi che noi utenti spediamo. 

Ora ...è meglio investire in un doppiatore che aggiunge emozione alla pagine... oppure in un programmatore che ti crea un forum (come microMKTG)...?

Certo il web è uno mezzo multimediale, ma io credo che prima di tutto bisogna rendere le pagine interattive poi multimediali. Credo che l'interattività generi più traffico della multimedialità. Un sito è di qualità quando viene visto e soprattutto quando viene ri-visto.

Fabio

 

20/09/2000

Buongiorno a tutti

Adele Marra si chiede:

"(...) in quanto siti italiani la voce è un elemento anche solo della
homepage? In moltissimi casi un modesto (davvero modesto) utilizzo di "musichette" è l'unico arricchimento sonoro che possiamo trovare. (...) E qual'è la situazione per i siti stranieri? C'è qualcuno che ha una risposta in merito?"

Rispondo brevemente ad Adele con alcuni dati che sono in nostro possesso. Le percentuali di siti web di commercio elettronico che utilizzano audio (quasi esclusivamente musiche, e non voci) in alcuni paesi sono le seguenti:

- Italia: 9,7%
- Francia: 6,3%
- Gran Bretagna: 20,6%
- USA: 12,5%

Come puoi vedere, le percentuali sono basse. Ed è un vero peccato, soprattutto se l'audio non si limita a una "musichetta" (talora anche noiosa) ma costitiusce un elemento di alta qualità all'interno del sito.

Saluti a tutta la lista

Oliviero Cresta
info@siteplotter.com
www.siteplotter.com

 

20/09/2000


"Nel Web l'attenzione dell'utente deve essere rivolta alla lettura dei link:
... Se c'è la voce l'utente è costretto prima a concetrarsi sulla voce .... Potrei anche essere d'accordo (filosoficamente) ma ci stiamo dimenticando che la voce puo' essere di vitale importanza per i "visually impaired" (non vedenti o ipovedenti) e che una guida vocale o la lettura di notizie sarebbe a dir poco auspicabile. Qualcuno obiettera' che servizi simili gia' esistono (per telefono) ma  trovo che anche i non vedenti abbiano diritto ad esperire la rete e -soprattutto- ad essere attori oltre che spettatori, cio' che per telefono e' evidentemente impossibile o comunque scarsamente funzionale."

la soluzione per non vedenti non e' assolutamente questa. La soluzione e' quella di fare pagine "text only" che i non vedenti utilizzano con hardware e software appositi, che "traducono" su tavoletta braille o attraverso una "lettura" con sintetizzatore vocale.
Infatti e' piuttosto naif pensare che il non vedente possa utilizzare il suo computer fino ad arrivare ai siti senza ausili, fino ad arrivare ad un luogo dove qualcuno gli legge le notizie... Il computer, come ambiente, e' basato su "cose" da vedere e/o
leggere: un non vedente semplicemente non lo puo' utilizzare, se non con devices speciali, che ovviamente servono anche per la navigazione su rete.
Per chi e' interessato a questi argomenti: http://www.cast.org/bobby/

saluti a tutti

Sofia Postai
sofia@vocabola.com

 

23/09/2000

La mia opinione...

"la mia modesta opinione: attualmente l'audio puo' essere un ottimo veicolo pubblicitario laddove la pubblicita' sia rivolta soprattutto a rafforzare il brand (immagine) dell'azienda."

Non necessariamente... l'audio puo' aiutare a memorizzare concetti, promozioni, concorsi, nuovi prodotti... non ho evidenze nella mia carriera passata in cui mi occupavo di adv di significative differenze di effetto dell'audio tra campagne di brand e campagne di prodotto.

Che una colonna sonora coi fiocchi aiuti messaggi emozionali (e quindi istituzionali) ok; e' il sopratutto che mi perplime...

"Percezione, da fruitore:
mentre navigo o leggo la posta elettronica , quando sento la traccia audio di un promo televisivo mi e' impossibile non farci caso."

Io ci faccio poco caso.. ma se mi parte un audio sul computer (ogni tanto su qualche sito mi capita) mi infastidisco. Magari sono a casa ed e' sera tardi, magari sono in ufficio e disturbo chi mi lavora vicino...

"Conclusione: l'audio e' un buon veicolo pubblicitario, se lo si utilizza con criterio. Quale criterio? Il criterio puo' essere stabilito dagli obiettivi strategici dell'azienda e dal mercato in cui essa si muove. La risposta, insomma non puo' mai essere ovvia o assoluta."

L'audio è un buon veicolo in adv. Resta da dimostrare,credo, che serva veramente sul web. corretto definire l'uso di tutti gli elementi della creatività sulla base degli obiettivi e del mercato... ma anche sulle aspettative, le abitudini e i desideri degli utenti ...

"(Elena, ma quante persone usi per far funzionare la ML? Quando l'efficienza e' altissima sorge spontanea la domanda...)"

Propongo l'erezione di un monumento colossale ad Elena, la nostra moderatrice - che con spirito di servizio ed facendosi un mazzo tanto tiene in piedi una di quelle che ritengo una delle migliori mailing list italiane...

;-)

Roberto Venturini
Digital Vision Strategist e Partner
robven@tiscalinet.it

   

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