Dibattito sull'uso
della Voce sul web
Commenti degli esperti di web marketing
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In questa pagina è contenuto il dibattito che si creò
subito dopo la nascita di La Voce.net intorno all''utilizzo
di voce e audio nelle pagine web. Intervennero i più
autorevoli esponenti di web marketing. Pur essendo ormai passati
diversi anni, se desideri inserirti nel dibatito puoi inviare
un'e-mail a lavoce@lavoce.net.
Un ringraziamento agli autori dei post per
aver autorizzato la pubblicazione. Un ringraziamento ulteriore
va ad Elena Antognazza, moderatrice di MKtg, e a Pepe Moeder,
oltrechè a Franco Giacomozzi, moderatore di Weebies (www.weebies.com).
MKtg oggi non esiste più: dalla sua scissione sono nate le mailing
lists Mlist di Elena Antognazza (www.mlist.it) e Kipnip (www.kipnip.it).
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02/09/2000
(la mia e-mail che ha generato il dibattito sulle liste MKtg e
Weebies)
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| Cari amici,
mi chiamo Ciro Imparato; sono un uomo di spettacolo maledettamente
affascinato dal mondo di Internet e del web marketing. Oggi voglio
dirvi la mia, e con questo spero di potervi fornire un'opinione
da "tecnico del settore" in merito a ciò che segue.
Mi riferisco al fatto che per un po' di tempo sulla lista si è
discusso sull'argomento "emozione sì o emozione no?"
in merito ai siti web.
Mi piacerebbe avere la vostra opinione su una cosa che ritengo
veramente nuova:
"Un sito dove non c'è nulla da leggere, scrivere
o guardare ma solo una voce da ascoltare".
Io credo che sia possibile dare emozione, ma ad un patto. Che
l'emozione sia funzionale agli obiettivi commerciali, e non fine
a sé stessa (salvo il caso di progetti web dedicati all'enterteinment).
Devo fare una premessa: il mio lavoro è "fornire emozione
allo scopo di vendere prodotti". Sono un doppiatore: uso
la mia voce per il doppiaggio di documentari, telefilm e cartoni.
Ma sono anche voce di produzioni commerciali: telecomunicati,
radiocomunicati, video istituzionali e promo televisivi.
La mia riflessione, qualche tempo fa, è stata questa: "E'
mai possibile che in tutte le produzioni audio e video industriali
dei miei clienti la voce (e il testo da recitare) sia un elemento
trainante e nessuno abbia ancora pensato di inserirla sul web?
E' mai possibile, dico io, che in Internet tutto debba ricondursi
alla grafica, statica o in movimento?"
Eppure, pensai, se inseriamo la voce in un'animazione flash, realizzeremo
l'impatto di uno spot televisivo!
Ne parlai ad un'azienda di multimedia publishing e cominciammo
con l'inserire una piccola introduzione vocale nel sito di Invicta
(www.invicta.it). Visto che
questa piacque, realizzammo un'introduzione un po' più complessa
per il sito della EDV (www.edv.it).
Anche lì il risultato fu incoraggiante, così realizzammo due siti
dedicati interamente alla voce.
Il primo, www.lavoce.net,
è incentrato sull'emozione che la voce può dare. Il secondo, www.doppiaggio.net,
spiega cosa bisogna fare per inserire la voce su un sito internet.
J. C. ha giustamente scritto:
"Se tale componente emozionale
rimane fine a se stessa o ancora di più, ostacola la funzionalità
del sito o del servizio offerto (e-commerce, informativo ....)
allora c'è un problema. La soluzione sta all'opposto: fare in
modo che la componente emozionale sia sinergica al nostro obiettivo
(vendita o offerta di un servizio), aiuti e coinvolga l'utente
a sfruttare appieno la potenzialità interattiva dello strumento
(internet)."
Ed è proprio questo che la voce può fare
per un sito internet.
Mi fermo qui (odio leggere mail lunghissime!) ma potrei andare
avanti a lungo. Mi piacerebbe, chiaramente, avere una vostra opinione
in merito.
Un'ultima cosa: non c'è bisogno di aspettare la larga banda per
inserire la voce su Internet.
Grazie di aver letto sin qui.
Ciro Imparato
Socio ADAP - Associazione Doppiatori Attori Pubblicitari
Socio TP - Associazione Pubblicitari Professionisti
ciro@doppiaggio.net
www.doppiaggio.net
www.lavoce.net |
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| 05/09/2000 (pubblicata
sulla mailing list Weebies) |
| "Un sito dove non c'è
nulla da leggere, scrivere o guardare ma solo una voce da ascoltare".
Come idea la ritengo molto originale ma, sinceramente, utilizzerei
la voce come plus alla grafica e all'applicazione web (anche perchè
già esiste un medium che funziona più che bene solo con la voce
e col suono: la radio).
La voce (come il suono, la grafica, il software, i movies.....)
deve essere utilizzata per dare al sito web maggiore interattività
e maggiore "leggibilità".
Lo scopo degli sviluppatori web non deve essere quello di rendere
il "nuovo mezzo" (web) quanto più simile agli altri
media, ma quello di capirne le potenzialità e non mutarne le finalità.
Dunque ben venga la voce sul WEB (anche senza attendere la larga
banda...) purchè sia da WEB!
Andrea Giordano
Responsabile Area Web Design
MTN® Internet Company S.r.l.
e-mail: ad@microsys.it
www.mtn.microsys.it
www.microsys.it |
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06/09/2000 (pubblicata sulla mailing list
Weebies) |
| Concordo con quanto dice Andrea
sul fatto che il web non deve imitare altri media. Rudolph Arnheim
a suo tempo si concentrò sulla ricerca di uno specifico cinematografico,
e poi di uno specifico radiofonico, nei suoi celebri saggi sul
cinema e sulla radio. Allora mi sembra interessante discutere
su quale sia lo specifico del web, come linguaggio, come design,
come comunicazione, come enterteinment. E' la rapida ricerca di
informazioni? E' il "dolce naufragar in questo mare"
come direbbe Leopardi?
E' il tessere reti per il mondo? E' un'interfaccia? una macchina?
uno spettacolo?
Parliamone
Umberto Santucci
www.umbertosantucci.it |
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06/09/2000 (pubblicata sulla mailing list
MKtg) |
| Salve a tutti.
Scrivo a proposito dell'intervento di Ciro Imparato sull'impiego
della voce nella comunicazione pubblicitaria.
Dice Imparato:
"La mia riflessione, qualche tempo
fa, è stata questa: "E' mai possibile che in tutte le produzioni
audio e video industriali dei miei clienti la voce (e il testo
da recitare) sia un elemento trainante e nessuno abbia ancora
pensato di inserirla sul web? E' mai possibile, dico io, che in
Internet tutto debba ricondursi alla grafica, statica o in movimento?"
Sono completamente d'accordo e, aggiungerei,
non solo per scopi promozionali ma nella comunicazione in genere
la voce può essere un elemento di arricchimento "forte"
per i siti editoriali, per quelli istituzionali e non solo per
quelli commerciali tout court, e non certo un inutile orpello,
credo. Con un utilizzo di voci non solo di doppiatori, ma anche
di giornalisti, conduttori etc.
Eppure, ferme restando le web radio che sono un discorso a parte,
in quanti siti italiani la voce è un elemento anche solo della
homepage? In moltissimi casi un modesto (davvero modesto) utilizzo
di "musichette" è l'unico arricchimento sonoro che possiamo
trovare. E' solo un problema tecnico? (ma Imparato ci rassicura
anche su questo...) E qual'è la situazione per i siti stranieri?
C'è qualcuno che ha una risposta in merito?
Un altro aspetto che mi preme sottolineare è quello della potenziale
"occupabilità" di voci fino a ieri relegate in piccole
radio di provincia e oggi, teoricamente, in grado di andare ovunque
partendo da un punto qualsiasi.
Sarà così, sarà possibile (attualmente le società di doppiaggio
italiane sono a Roma e a Milano) o, come per la maggior parte
delle professioni della New Economy, il bacino d'occupazione resta
l'area del Nord-Est (almeno stando alle richieste che appaiono
quotidianamente sui media dedicati al lavoro) e solo per le posizioni
di basso profilo esiste l'opzione "anche a distanza"?
Ma questo è un altro tema....
Grazie a tutti
Adele Marra
studiomarra@hotmail.com |
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| 07/09/2000 |
| Un saluto alla lista, e un
ringraziamento particolare a tutti coloro, fra voi, che mi hanno
scritto per avere maggiori ragguagli sull'implementazione della
voce sul Web.
Rispondo ad Andrea Giordano:
"Un sito dove non c'è nulla da leggere,
scrivere o guardare ma solo una voce da ascoltare. Come idea la
ritengo molto originale ma, sinceramente, utilizzerei la voce
come plus alla grafica e all'applicazione web (anche perchè già
esiste un medium che funziona più che bene solo con la voce e
col suono: la radio).
La voce (come il suono, la grafica, il software, i movies.....)
deve
essere utilizzata per dare al sito web maggiore interattività
e maggiore "leggibilità".
Concordo pienamente con quanto scrivi. Era
dal '95 che, come doppiatore, attendevo di poter inserire la voce
sul Web. Ed è da allora che studio le modalità attraverso cui
la voce possa essere funzionale al web, e non viceversa. Però
vorrei fare alcune precisazioni:
1) l'uso della voce è già di per sé profondamente impattante e,
soprattutto, completamente nuovo. Un'intro in flash con la voce
giusta ha l'impatto di uno spot televisivo; prova a guardare l'intro
che trovi a http://www.edv.it/ita/flash/index.html.
Il sito che ti parla indipendentemente dalle tue azioni è stupore.
2) nel caso in cui la voce vada aggiunta a siti già esistenti,
è già possibile fare molto in termini di interattività (la foto
che "parla", descrivendosi, se sfiorata dal mouse; i
pulsanti che, onmouseover, ti invitano a fare qualcosa, l'approfondimento
in pop-up con un documentario di 1 minuto, etc.). E' chiaro che,
nel caso auspicabile di una progettazione "da zero",
ovvero di un sito studiato appositamente per contenere la voce,
l'interattività non ha limiti.
3) Non dimentichiamo che l'audio onmouseover è già una realtà
da diversi anni. E non capisco davvero (ma mi piacerebbe avere
il vostro parere in merito) perchè ci si ostini ad utilizzare
effetti elettronici, sempre uguali o quasi, invece della voce
che doppia il nostro attore perferito, interfacciata con database
e cookies, che ci dice "Benvenuto, Marco. Sei già stato qui
3 giorni fa. Siamo contenti che tu sia tornato". E' un problema
di peso, direte. Permettetemi di dire che è falso. 3 secondi di
file audio (sufficienti per dire "Grazie per essere stato
con noi. Torna a trovarci presto") in mp3 a 32kbps pesano
15 k sia che ci sia un suono, sia che ci sia una voce, sia che
ci sia silenzio assoluto. E preparando tecnicamente il file per
il Web prima della trasformazione in mp3, si può campionare anche
a 16kbps, riducendo ulteriormente il file. Non voglio dire con
questo che inserire la voce sul Web sia un'impresa da poco. Ma
avendo a disposizione uno studio di registrazione digitale, un
microfono adeguato, doppiatori professionisti e uno studio approfondito
sulle tecnologie audio più usate su Internet, si posso fare faville!
E senza appesantire il sito.
Rispondo ad Umberto Santucci:
"Concordo con quanto dice Andrea
Giordano sul fatto che il web non deve imitare altri media."
Imitarli no di certo. Ma neanche deprivarsi
dei più naturali strumenti comunicazionali. Vedi, Umberto, il
fatto che la voce fino ad oggi non sia stata parte del Web, è
un caso. Un caso dipendente dalla tecnologia. Le leggi fisiche
e le tecnologie corrispondenti ci hanno insegnato che è più facile
vedere che sentire. Se fosse stato il contrario, avremmo avuto
un Web parlante, con i testi ma senza immagini. E non sto parlando
della radio.
"Allora mi sembra interessante discutere
su quale sia lo specifico del web, come linguaggio, come design,
come comunicazione, come enterteinment. E' la rapida ricerca di
informazioni? E' il "dolce naufragar in questo mare"
come direbbe Leopardi? E' il tessere reti per il mondo? E' un'interfaccia?
una macchina? uno spettacolo?"
Sono contento che dall'argomento voce tu
abbia partorito una tale vastità di concetti e teoremi. Ma non
credo che si possa affrontare l'argomento come "Epistemologia
e paradigmi della voce sul Web".
Il concetto è molto più terra terra. Sul Web, fino ad oggi siamo
stati muti, nonostante avessimo bocca, corde vocali e orecchie
perfettamente funzionanti. Vogliamo esserlo ancora per molto?
Mi ricordo un Quattroruote di 15 anni fa, su cui era descritta
un'automobile computerizzata e parlante.
Era un prodigio: un mezzo elettronico e meccanico che parlava.
Non siamo tornati indietro invece di andare avanti?
Non è un problema di tecnologia, ma di business e di forma mentis.
Con la voce si può guadagnare tanto quanto con la grafica e con
la programmazione.
E si possono fare cose veramente nuove.
Grazie di aver letto sin qui.
Ciro Imparato |
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| 08/09/2000 |
| On Thu, 7 Sep 2000 01:20:10
+0200
"Ciro Imparato" <ciro@doppiaggio.net>
wrote:
"1) l'uso della voce è già di per
sé profondamente impattante e, soprattutto, completamente nuovo.
Un'intro in flash con la voce giusta ha l'impatto di uno spot
televisivo; prova a guardare l'intro che trovi a http://www.edv.it/ita/flash/index.html.
Il sito che ti parla indipendentemente dalle tue azioni è stupore."
E' questa la domanda che mi pongo, e che
mi sono posto quando uscirono le prime versioni di flash tempo
addietro: ma e' proprio necessario? Tutto cio' e' complementare
allo scopo ultimo del web, ma soprattutto, introduce qualcosa
che oltre nuovo, oltre agli eye-candy? Tengo a precisare che nuovo
non significa per forza innovativo.. Per fare i puntigliosi, flash
non fa nulla che non fosse gia' possibile in Java, solo che li'
bisognava sudare un po di piu..
A voi la parola.
Duke
dukez@tiscalinet.it |
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| 08/09/2000 |
| Io uso parecchio Flash e credo
che il vero problema della voce sia il costo in termini di $$$.
Ciro Imparato dice che basta avere uno studio di registrazione
e dei doppiatori professionisti.
Solo??!!!
Secondo me non e' da tutti. Anzi vi dirò di più se andiamo nelle
New media agency vi sfido a trovarne con lo studio di registrazione.
So che Inferentia si sta attrezzando e credo che sia un
eccezione.
Inoltre il peso non e' secondario anche se Flash e Mp3 aiutano
molto. Personalmente più di sentire la voce aspetto con ansia
di poter interagire con la voce. Credo che prima io dirò:"
Cercami un monolocale a milano" poi forse dopo due
anni una voce femminile molto sensuale mi dira :" Sir ho
trovato due monolocali con vista la Scala a solo 10.000 $ al metro
quadro" Apparte gli scherzi credo che sia un po' prestino
ma ci arriveremo.
Saluti Lorenzo |
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| 09/09/2000 |
| Salve a tutti. Sono un laureando
in Comunicazione Multimediale al Politecnico di Milano. Scrivo
a proposito dell'intervento di Ciro Imparato sull'impiego della
voce nella comunicazione pubblicitaria sul Web.
Dice Imparato:
"La mia riflessione, qualche tempo
fa, è stata questa: "E' mai possibile che in tutte le produzioni
audio e video industriali dei miei clienti la voce (e il testo
da recitare) sia un elemento trainante e nessuno abbia ancora
pensato di inserirla sul web? E' mai possibile, dico io, che in
Internet tutto debba ricondursi alla grafica, statica o in movimento?"
Io credo che:
Internet oggi, nella maggioranza dei casi, è uno strumento che
è caratterizzato da una banda molto ristretta, ovvero il numero
di KB/secondo che può essere trasmesso è molto basso. La voce
purtroppo occupa molti KB.Creare una pagina troppo "pesante",
ovvero troppo lenta da scaricare, può dare una sensazione di "fastidio"
all'utente che dovrà usare il suo prezioso tempo per aspettare
di vedere qualcosa. Non solo ma, questa sensazione verrà associata
al sito, e quindi alla marca/azienda proprietaria del sito. Non
credo che ci siano per il momento i presupposti tecnici per l'utilizzo
della voce e dell'audio in genere sui siti WEB.
A testimoniaza di quello che dico c'è la grande fatica dei WebDesigner
di ridurre di ottimizzare le pagine per il Web, oppunto per rendere
il più immediata possibile la visualizzazione della pagina.
L'obiettivo della comunicazione almeno secondo Franco Tizian autore
di "Comunicare" edito da Zanichelli è: "informare,
creare interesse, far nascere il desiderio,..." La voce in
un sito non contribusce in nessun modo alla comunicazione aziendale.
Web e televisione sono media differenti. Nel video (o nello spot)
una voce calda e profonda (come quella di Ciro Imparato) serve
a dare credibilità, ovvero, dà allo spettatore la sensazione che
ciò che sta vedendo è credibile perchè un uomo forte, autorevole,
etc.. sta spiegando ciò che appare sullo schermo. Provate a immaginare
un uomo mingherlino, malaticcio, molto timido che parla un vocione
caldo, basso e profondo... fa un po' ridere :-), vero? Il vocione
nell'immaginario collettivo appartiene ad un uomo forte, sicuro
di sè ed autorevole. La voce serve a dare credibilità, la credibilità
serve indirettamnte a creare interesse.
Nel Web l'attenzione dell'utente deve essere rivolta alla lettura
dei link: in modo tale da far capire immediatamente la struttura
del sito è quindi avere la possibilità di navigare più facilmente.
Se c'è la voce l'utente è costretto prima a concetrarsi sulla
voce e poi individuare dove si trovano visivamente i link. Conclusione
la percezione della struttura del sito viene rallentata e quindi
la navigazione del sito è meno immediata.
Grazie a tutti.
Fabio |
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| 09/09/2000 |
| At 02.42 27/08/00 +0200, you
wrote:
"La mia riflessione, qualche tempo
fa, è stata questa: "E' mai possibile che in tutte le produzioni
audio e video industriali dei miei clienti la voce (e il testo
da recitare) sia un elemento trainante e nessuno abbia ancora
pensato di inserirla sul web? E' mai possibile, dico io, che in
Internet tutto debba ricondursi alla grafica, statica o in movimento?"
il motivo mi pare ovvio: la tecnologia e'
ancora troppo "grezza" per sfruttare decentemente l'audio
sul web. I pc "multimediali" hanno avuto il boom solo
da pochi anni, e le normali linee telefoniche sono comunque ancora
troppo lente per applicazioni serie.
"Eppure, pensai, se inseriamo la
voce in un'animazione flash, realizzeremo l'impatto di uno spot
televisivo!"
mah... io ho qualche dubbio. Sono piu' di
20 anni che "smanetto" in tv, e ammesso e non concesso
che tra poco potremo avere anche sul web una qualita' paragonabile
a quella televisiva, bisogna pur sempre ricordarsi che si tratta
di due mezzi *differenti*.
E la differenza piu' grande, ovvio, e' che il web e' interattivo.
Mentre nella tv l'utente e' passivo (telecomando a parte) sul
web *vuole interagire*: non e' piu' disposto cioe' a sciropparsi
con occhio spento qualsiasi cosa gli venga propinata.
L'offerta inoltre e' talmente vasta che l'effetto click-telecomando
e' ancora piu' devastante che non alla tv. Pensare quindi di trasporre
le tecniche televisive (spot e quant'altro) paro paro sul web
credo sia un grave errore; bisognera' piuttosto inventarsi quel
"linguaggio" che attualmente e' ancora frenato dai limiti
tecnologici.
Flash oggi come oggi e' quasi patetico negli effetti (quelle dissolvenze
tremolanti!), senza contare che rende lentissimo il caricamento
delle pagine e crea spesso problemi sui pc meno potenti.
"Mi piacerebbe, chiaramente, avere
una vostra opinione in merito.
Un'ultima cosa: non c'è bisogno di aspettare la larga banda per
inserire la voce su Internet."
per curiosita' sono andato a curiosare nel
sito :)
Le intenzioni potrebbero esser valide, la grafica e' buona : ma
alla fine l'uso della voce + immagini somiglia maledettamente
alle terrificanti e famigerate "serate di diapositive"
:DDD
Con l'aggravante di non avere neppure il grande schermo! :(((
E' illusorio insomma pensare di trattenere con questi mezzi il
visitatore per piu' di uno-due minuti... Quando capisce che aria
tira quello scappa a gambe levate! Il suono o la voce da soli
non bastano. A quel punto meglio accendere la radio e buonanotte
:(
Spero che nessuno, in buona sostanza, quando la tecnologia lo
permettera', vorra' infliggerci sul web gli stessi spot che dobbiamo
sorbirci in televisione!
Ugh! Ho detto.
Cordiali Saluti
Alessandro |
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| 11/09/2000 |
| DUKE wrote:
"E' questa la domanda che mi pongo,
e che mi sono posto quando uscirono le prime versioni di flash
tempo addietro: ma e' proprio necessario? Tutto cio' e' complementare
allo scopo ultimo del web, ma soprattutto, introduce qualcosa
che oltre nuovo, oltre agli eye-candy? Tengo a precisare che nuovo
non significa per forza innovativo. Per fare i puntigliosi, flash
non fa nulla che non fosse gia' possibile in Java, solo che li'
bisognava sudare un po di piu..
A voi la parola.
Non è per niente necessario, hai ragione.
Eppoi ancora non capisco perchè si debba dare al web "l'impatto
di uno spot televisivo"... Mi sembra che oltretutto si vada
contro corrente dal momento che su TV, Radio, Stampa non si fa
altro che parlare di WEB...
Avete fatto caso come gli spot siano ormai INTERNET dipendenti?
Se non si parla di web lo spot non ha successo.....e questo perchè,
finalmente, anche i guru dell'AD si sono "accorti" delle
infinite potenzialità del nuovo mezzo e della sua peculiarità:
l'INTERATTIVITA'. Io non investrei un soldo bucato per far diventare
il mio sito web come un canale televisivo o come una radio.
Sono con DUKE quando dice: "flash non fa nulla che non fosse
gia' possibile in Java" e aggiungo che, purtroppo, nella
maggior parte dei siti flash che ho visitato mi sembra di essere
tornato indietro di 4-5 anni quando nelle pagine web bisognava
inserire qualche oggettino java tanto pe fare numero, tanto per
animare la pagina (vedi fiamme, acqua e chi più ne ha più ne metta)....
Un cordiale saluto alla lista
Andrea Giordano
Responsabile Area Web Design
MTN® Internet Company S.r.l.
e-mail: ad@microsys.it
www.mtn.microsys.it
www.microsys.it |
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| 12/09/2000 |
| Un saluto a tutti.
Rispondo ad Alessandro Ghezzer:
"Ugh! Ho detto."
Sì, Toro seduto, sì. Ora la parola ad Alce
Parlante.
Alce Parlante:
E' ormai ampiamente provato e consolidato che nella comunicazione
il contenuto verbale di una frase incide sull'individuo per un
percentuale che si aggira attorno al 7%. Mentre il non verbale
e quindi la postura del corpo, l'espressione del viso ecc. incidono
per ben il 51%. Quello che manca, vale a dire il 42% è dato dal
paraverbale e cioè il tono della voce, il timbro, il ritmo ecc.
Quante volte avete inviato una mail con l'intenzione di esprimere
una vostra opinione, una vostra considerazione e vi siete visti
rispondere in modo del tutto contrario alle vostre aspettative?
Eppure siete convinti di aver scritto al meglio il vostro pensiero.
Provate ad aggiungere il 42% consentito oggi dal web e vi renderete
conto della differenza.
"il motivo mi pare ovvio: la tecnologia
e' ancora troppo "grezza" per sfruttare decentemente l'audio sul
web."
Primo punto: O il suono è pesante per il
web o non lo è.
Delle due l'una:
Il suono è pesante e non si deve utilizzare? Allora smettiamola,
in certi siti, di usare effetti sonori elettronici, tutti uguali,
al passaggio del mouse. Il suono, pur pesante, può essere utilizzato?
Allora, a parità di peso, perchè non sostituire i freddi effetti
elettronici con una voce calda che accolga il visitatore consigliandolo
sulla navigazione? Perché non utilizzare una voce che in 5 secondi
descrive il prodotto (sulla cui foto abbiamo appoggiato il mouse)
e invita all'acquisto?
"E la differenza piu' grande, ovvio,
e' che il web e' interattivo. Mentre nella tv l'utente e' passivo
(telecomando a parte) sul web *vuole interagire*:"
Secondo punto: la voce sul web non è nè la
radio nè la televisione.
Piuttosto credo che alla televisione si ispirino (in maniera a
volte dignitosa, a volte meno) gli intro in flash che caratterizzano
la maggioranza dei siti italiani (e non) di nuova generazione.
Delle due l'una:
il web è interattivo e non deve scimmiottare la televisione? Allora
bisognerebbe smetterla di creare "sigle" televisive dei siti in
tecnologia Flash (che sono la cosa meno interattiva che conosca,
fatta eccezione per il comando "skip intro"). Il web
è interattivo ma un intro in flash "televisivo" ha senso? Allora
perchè non provare ad inserire una voce invece dei suoni (pesano
uguale ma la voce comunica di più)? Perché non invitare il consumatore
a fare qualcosa "parlandogli"?
"Flash oggi come oggi e' quasi patetico
negli effetti (quelle dissolvenze tremolanti!), senza contare
che rende lentissimo il caricamento delle pagine e crea spesso
problemi sui pc meno potenti."
Terzo punto: Flash, per pesante che sia,
è una realtà.
Innanzitutto: per usare la voce sul web basta javascript. Riguardo
Flash, ciò che dici è vero solo per ciò che riguarda il peso.
Per ciò che riguarda gli effetti, non sono d'accordo (ma forse,
secondo il tuo punto di vista, le mie idee sono antiquate: il
mio parametro sono le sigle e i promo dei canali Mediaset...).
Delle due l'una:
Flash è pesante e non bisogna utilizzarlo? Allora cominciamo a
dire a tutti i clienti (sono loro a chiederlo, oggi) che non si
può utilizzare. Inoltre comunichiamo alla maggioranza dei proprietari
dei siti italiani che il loro lavoro è tutto da rifare. Flash,
per pesante che sia, è utilizzato ed è difficile cambiare il trend?
Allora, in attesa di tecnologie più interessanti, rendiamolo più
impattante con la voce (pesa meno della grafica e tanto quanto
gli effettini elettronici).
"Le intenzioni potrebbero esser valide,
la grafica e' buona : ma alla fine l'uso della voce + immagini
somiglia maledettamente alle terrificanti e famigerate "serate
di diapositive" :DDD"
Hai ragione, l'introduzione è così.
Rispondo a F. F.:
"Internet oggi, nella maggioranza
dei casi, è uno strumento che è caratterizzato da una banda molto
ristretta, ovvero il numero di KB/secondo che può essere trasmesso
è molto basso. La voce purtroppo occupa moltiKB. Creare una pagina
troppo "pesante", ovvero troppo lenta da scaricare, può dare una
sensazione di "fastidio" all'utente che dovrà usare il suo prezioso
tempo per aspettare di vedere qualcosa. Non solo ma, questa sensazione
verrà associata al sito, e quindi alla marca/azienda proprietaria
del sito. Non credo che ci siano per il momento i presupposti
tecnici per l'utilizzo della voce e dell'audio in genere sui siti
WEB."
Il primo sito che vidi realizzato in Flash
(all'epoca, nel '97, si chiamava solo Shockwave) fu quello della
Schweppes. Era una pagina gialla con una simpatica bottiglietta:
se sfioravi la bottiglietta col mouse questa faceva un "ruttino".
Ecco, dissi: fra un mese sostituiranno il ruttino con una di quelle
belle voci americane profonde che annuncerà: "Welcome to the Schweppes
Site".
Ebbene, ecco la cosa che non mi spiego: da allora non solo non
ho mai sentito la bella voce americana, ma ho invece assistito
ad un proliferare di ruttini di ogni specie e categoria! Ditemi
se mi sbaglio: immaginiamo di entrare in un sito in Flash a caso.
Una volta caricato, cominciamo a muovere il mouse sui pulsanti
e sulle immagini. Cominceremo a sentire: "ziuom!" "ziu!" "sgnaakkk!"
"beung!" ogni volta che tocchiamo un pulsante.
Quindi l'audio è stato inserito dappertutto. E allora perchè non
la voce? Qualcuno dirà: perchè la voce "pesa" di più. Ed è errato
anche questo: 3 secondi di file audio (sufficienti per dire "Grazie
per essere stato con noi. Torna a trovarci presto") in mp3 a 32kbps
pesano 15 k sia che ci sia un suono, sia che ci sia una voce,
sia che ci sia silenzio assoluto. E preparando tecnicamente il
file per il Web prima della trasformazione in mp3, si può campionare
anche a 16kbps, riducendo il file a 8 k.
"Nel Web l'attenzione dell'utente
deve essere rivolta alla lettura dei link: in modo tale da far
capire immediatamente la struttura del sito e quindi avere la
possibilità di navigare più facilmente. Se c'è la voce l'utente
è costretto prima a concentrarsi sulla voce e poi individuare
dove si trovano visivamente i link. Conclusione la percezione
della struttura del sito viene rallentata e quindi la navigazione
del sito è meno immediata."
Mi rendo conto di considerare scontate moltissime
cose che invece non lo sono. Ad esempio, il fatto che la voce
consente interattività e fidelizzazione. Ma per comprendere questo
punto, bisogna fare un piccolo sforzo: quello di dimenticare la
voce come elemento di radio e televisione.
Ora immaginiamo un sito nel quale, appena entrati, una voce (immaginate
quella che doppia il personaggio americano che vi piace di più)
vi dice: "Benvenuto, xxxyyy. I prodotti che hai richiesto sono
stati spediti. Hai due messaggi da ascoltare, scritti da zzzzz
e da wwwwww."
E' il futuro? No, è il presente. Almeno quello di chi riesce a
vederlo.
Grazie di aver letto sin qui.
Ciro Imparato |
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| 12/09/2000 |
| Scrive Lorenzo:
"Io uso parecchio Flash e credo che
il vero problema della voce sia il costo in termini di $$$.
Ciro Imparato dice che basta avere uno studio di registrazione
e dei doppiatori professionisti.
Solo??!!!
Secondo me non e' da tutti. Anzi vi dirò di più: se andiamo nelle
New media agency vi sfido a trovarne con lo studio di registrazione."
Ciò è tutto vero. Ma non ho mai detto che
inserire la voce sia possibile per tutti. Si tratta di acquistare
il servizio da chi è in grado di fornirlo ai massimi livelli,
così come noi acquistiamo la grafica e la programmazione da chi
la sa fare. Il costo della voce non è un problema, a meno che
non si stia parlando di un sito da 4 o 5 milioni tutto compreso.
E da un punto di vista tecnologico, non dobbiamo
dimenticare che 3 secondi di file audio vocale pesano tanto quanto
3 secondi di effetti o di silenzio. E la voce, usando la tecnologia
adeguata (tecnologia audio di preparazione per il web che si ottiene
solo con hardware e software professionale audio dedicato), suona
benissimo.
E' il futuro? No, è il presente. Almeno quello
di chi riesce a vederlo. E chi lo vede oggi gioca d'anticipo di
un anno e mezzo, conferendo alle sue realizzazioni un vantaggio
competitivo notevole.
Quando i siti parleranno, il suo sarà stato uno dei primi.
Grazie di aver letto sin qui.
Ciro Imparato |
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| 13/09/2000 |
| Carissimo Ciro, carissima lista,
permettetemi di alzare il pollice a favore di Ciro e tutta la
sua troupe di doppiatori, come pure di spezzare una lancia in
favore di chi ha disquisito sul <<peso>> della voce,
sulla non desiderata <<imitazione>> di altri media,
ecc. ecc.
Prometto che non saro' breve...
A favore di Ciro "e compagnia parlante":
Sono d'accordo con gli esempi di Ciro sulle svariate possibilita'
di utilizzo della voce sul web. Dal saluto all'ingresso e all'uscita
dal sito alle descrizioni vocali dei prodotti, la percezione del
visitatore puo' essere condizionata favorevolmente (ricordiamoci
che influenzare la percezione dell'utente e' e rimarra' sempre
tra gli obiettivi primari della comunicazione pubblicitaria).
Mi spingo ancora piu' in la', e capirete piu' avanti l'utilita'
di quest'ulteriore illustrazione. Immaginiamo un software intelligente
- tipo quello implementato da Amazon - dove ad ogni cluster
- definito per abitudini globali d'acquisto - una voce, a scelta
dell'utente, suadente e femminile o portentosa e maschile, ci
fornira' informazioni "utili" (valutazioni di clienti
soddisfatti, suggerimenti sull'uso, sull'acquisto di altri prodotti,
advertising mirato, ecc.) mentre saremo intenti a valutare un
prodotto "importante".
Non e' forse quello che accadeva nel vecchio negozio dietro l'angolo
quando l'amico salumiere consigliava le nostre nonne? ("l'ha
presa anche Maria... e ha detto che l'ha trovata squisita...")
In pratica, creare un legame d'amicizia con l'utente, infondergli
fiducia, dargli l'illusione di essere guidato da un amico (che
non deve necessariamente prendere in giro l'utente come spietatamente
faceva l'amico di Truman nel film omonimo). Lo stesso processo
che la grande distribuzione cerca di riprodurre nei supermercati
quando impone ai vari addetti di portare sulla divisa un distintivo
con il proprio nome, spesso riprodotto con caratteri di tipo "script";
o, ancora, il cartello che troviamo allo sportello bancario con
il nome e cognome dell'addetto. Ogni azione che infonde fiducia
nel consumatore nei confronti del prodotto o marchio e' la benvenuta
a patto che...
A favore delle altre "voci" che preferiscono "il
muto"...
Che il gioco valga la candela? Prendendo a prestito un vecchio
adagio: "non si puo' fare i conti senza l'oste". Ritengo
che i molti pareri sfavorevoli giunti in lista siano piu' dettati
dalla difficolta' di far tornare i conti in tasca al cliente (l'oste),
piu' che dalla reale non fattibilita' o dalla difficolta' tecnologica
o ancora dai tempi non maturi. Non voglio disquisire sulla capacita'
dei produttori di siti di riuscire a "vendere" il proprio
prodotto (io per primo ammetto che non sia assolutamente facile...).
Molto spesso, uno dei fattori critici nella vendita della tecnologia
web e' il budget messo a disposizione dal cliente (insieme alla
sua cultura di marketing, che secondo me e' importante quanto
e forse piu' della "pecunia"). Con le recenti tempeste
occorse su questa o quella start-up, i venditori del web possono
trovare piu' remore *da parte dei clienti* ad adottare nuovi canoni
che esulino dalle classiche "pernacchie elettroniche",
ehm... sonorita' presenti in vari siti "multimediali"
(mi sia perdonata la licenza poetica... prometto di non farlo
piu' :-)). Recentemente, in altra ML, c'era chi si giustificava
rispetto ad un'interfaccia grafica definita "sgranata"
dicendo:
"Scusa ma l'effetto sgranato dei
pulsanti era voluto, anche quello non sarà bello, ma a me (e a
chi ha pagato) piaceva."
In conclusione...
La tecnica del "motion picture" utilizzata in "2001:
Odissea nello spazio" (se non erro il primo film a utilizzare
questa tecnica di ripresa) e' diventata solo dopo diversi anni
una routine (lo so, lo so, oggi il motion picture e' superato,
ma il mio voleva solo essere un esempio...). Perche' il
motion picture si e' affermato come tecnica di ripresa? Non solo
perche' fosse d'impatto ed esteticamente gradevole, ma perche'
i produttori si erano resi conto che i costi d'implementazione
dell'effetto giustificavano ampiamente la spesa: la gente rimaneva
a bocca aperta, riempiva le sale, pagava il biglietto, acquistava
i gadgets, voleva riascoltare la colonna sonora a casa propria...
Quando giustificheranno i nostri clienti la spesa di un doppiatore
professionista per lo sviluppo di un sito web? Certo e' improponibile
al salumiere che acquista internet gratis... Ma la media/grande
impresa? Forse proprio i promo della radio e della televisione
possono dare una mano al web-venditore per giustificare i costi
relativi all'implementazione della voce. Ovvio che, almeno all'inizio,
sia sperimentabile solo da chi può permettersi budget di una certa
importanza. Ma non bistrattiamo la *novita'*! A saper gestire
la vendita del prodotto, potrebbe diventare un "must"
in futuro (sempre naturalmente per aziende che comprendono l'uso
dei grafici di Gantt...).
Vi ricordate Guerre Stellari? Altro film ad implementare il motion
picture e qualche altro "effettino". Ma pochi o nessuno
era disposto a finanziare la produzione. E allora? Il regista
fondera' una nuova societa' assumendo un gruppo di giovanissimi
ed entusiasti programmatori. Oggi quella societa' e' leader mondiale
negli effetti cinematografici digitali, e il regista puo' permettersi
attori di qualunque calibro, senz'altro piu' conosciuti e pagati
rispetto all'Harrison Ford della prima pellicola di Guerre Stellari
(allora Ford era uno dei falegnami del cast che fece un provino
piu' per scherzo che per voglia di successo... e oggi ben pochi
sanno che prima delle astronavi e delle giungle dai tesori nascosti
era chiamato sul set per affari... di falegnameria).
No, non sono un collaboratore di Ciro Imparato, ne' ho alcuna
compartecipazione con il suo studio (almeno per ora), ma permettetemi
di citare una sua frase:
"E' il futuro? No, è il presente.
Almeno quello di chi riesce a vederlo."
Con affetto, salutoni a tutta la lista (specialmente
a Elena).
Simone Tugnolo
simoneonline@tin.it |
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| 14/09/2000 |
| Salve a tutti,
vorrei brevemente intervenire anch'io su questo argomento visti
gli ottimi interventi che ne sono nati.
Sostanzialmente concordo con l'intervento di Alessandro ma non
solo per le attuali capacità di banda della rete telefonica ma
sopratutto per il rischio che si corre di "spersonalizzare
internet".
Mi spiego meglio..
Nel visitare l'ottimo sito di Imparato la voce che mi accoglie
nella home page è naturalmente molto bella per i toni che usa,
ma siccome nel sito ci sono entrato più di una volta dopo
un pò "stanca". Perchè dopo la prima piacevole "sorpresa"
si capisce che la voce è meccanica, sempre la stessa e che in
fondo non c'è nessuno dietro il video.
Non credo che sia utile usare la voce per farmi descrivere un
prodotto che sto guardando in un sito, mi farebbe distrarre...
ed inoltre, come nei normali negozi, quando ho bisogno di informazioni
le chiedo e nel sito web le leggo comodamente che bisogno c'è
che qualcuno me le legga mica sono scemo. E se poi non sono scritte,
ma solo parlate chi vi dice che il pc del cliente abbia le casse
o che comunque lui abbia il desiderio di sentire una voce comunque
sempre registrata... Sai che delusione sentire una bella voce
suadente del "commesso" e non poterlo vedere.
Internet è interazione tra il sito e chi lo guarda; non diamo
una caramella quando il visitatore in realtà vuole tutta la torta.
Nel sito del software cu see me di videoconferenza (in un server
dello stesso ho avuto l'onore di incontrare Alessandro) c'è una
versione di questo applicativo dedicata proprio a creare una videoconferenza
nel sito in modo che l'azienda possa interagire con il visitatore.
Questa per me potrebbe essere la vera svolta.
Saluti
Marco |
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| 14/09/2000 |
| "...Io credo che:
Internet oggi, nella maggioranza dei casi, è uno strumento che
è caratterizzato da una banda molto ristretta, ovvero il numero
di KB/secondo che può essere trasmesso è molto basso..."
Non c'e' alcun dubbio che nonostante ISDN
e ADSL (per chi puo', sia tecnicamente che economicamente) la
rete sia molto lenta ed i contributi multimediali di difficile
inserimento, pero' e' anche vero che ci sono parecchie tecnologie
che usate correttamente consentono dei piccoli miracoli.
"Nel Web l'attenzione dell'utente
deve essere rivolta alla lettura dei link: in modo tale da far
capire immediatamente la struttura del sito è quindi avere la
possibilità di navigare più facilmente. Se c'è la voce l'utente
è costretto prima a concentrarsi sulla voce e poi individuare
dove si trovano visivamente i link."
Potrei anche essere d'accordo (filosoficamente)
ma ci stiamo dimenticando che la voce puo' essere di vitale importanza
per i "visually impaired" (non vedenti o ipovedenti)
e che una guida vocale o la lettura di notizie sarebbe a dir poco
auspicabile. Qualcuno obiettera' che servizi simili gia' esistono
(per telefono) ma trovo che anche i non vedenti abbiano
diritto ad esperire la rete e -soprattutto- ad essere attori oltre
che spettatori, cio' che per telefono e' evidentemente impossibile
o comunque scarsamente funzionale.
Cordialita' a tutta la lista
Pasquale |
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| 19/09/2000 |
| Su questa mailing list si è
discusso molto sul ruolo della voce sul Web. A questo proposito
Ciro Imparato dice:
"E' il futuro? No, è il presente.
Almeno quello di chi riesce a vederlo."
Questa frase ha fatto discutere molto.
Io credo che sarebbe il caso di chiedersi che differenza c'è tra
tv-radio-stampa (mezzi tradizionali) e il Web. Il futuro lo si
conquista cercando nel web !non! quello che c'è di buono
nei mezzi tradizionali, ma cercando quello che i mezzi tradizionali
non potranno mai avere! Il Web non è nè radio, nè stampa, nè televisione...
la grande novità nel Web è l'interazione tra chi offre il
servizio e chi ne usufruisce. Infatti nessun mezzo tradizionale
ha questa possibiltà.
Alla luce di questo cos'è il futuro? qual'è la chiave di tutto?
Io credo che la risposta sia l'utente. Utente come figura centrale
nel sistema comunicativo e non più come
figura più o meno passiva che riceve il messaggio.
Quindi, per ritornare al problema - investire si o no sulla voce
- a mio parere gli investimeti andrebbero indirizzati verso
questa direzione con la costruzione di siti fatti di pagine
dinamiche. Questo tipo di pagine si auto-aggiornano prendendo
le informazioni da un Database. Attraverso il Database e
un apposito applicativo è possibile prendere e memorizzare
informazioni dagli utenti e avere un continuo feedback. Un database
che raccoglie i risultati di un questionario per esempio è un
modo per interagire con gli utenti...
Oppure è possibile creare una comunicazione Utente-utente allo
scopo di studiare le idee e le tendenze da ciò che gli utenti
dicono. Un esempio di questo tipo di pagina dinamica è microMKTG.
Un forum creato col PHP. Il PHP scrive l'HTML prendendo i
contenuti da un database che contiene i messaggi che noi
utenti spediamo.
Ora ...è meglio investire in un doppiatore che aggiunge emozione
alla pagine... oppure in un programmatore che ti crea un forum
(come microMKTG)...?
Certo il web è uno mezzo multimediale, ma io credo che prima di
tutto bisogna rendere le pagine interattive poi multimediali.
Credo che l'interattività generi più traffico della multimedialità.
Un sito è di qualità quando viene visto e soprattutto quando viene
ri-visto.
Fabio |
|
| 20/09/2000 |
| Buongiorno a tutti
Adele Marra si chiede:
"(...) in quanto siti italiani la
voce è un elemento anche solo della
homepage? In moltissimi casi un modesto (davvero modesto) utilizzo
di "musichette" è l'unico arricchimento sonoro che possiamo
trovare. (...) E qual'è la situazione per i siti stranieri? C'è
qualcuno che ha una risposta in merito?"
Rispondo brevemente ad Adele con alcuni dati
che sono in nostro possesso. Le percentuali di siti web di commercio
elettronico che utilizzano audio (quasi esclusivamente musiche,
e non voci) in alcuni paesi sono le seguenti:
- Italia: 9,7%
- Francia: 6,3%
- Gran Bretagna: 20,6%
- USA: 12,5%
Come puoi vedere, le percentuali sono basse. Ed è un vero peccato,
soprattutto se l'audio non si limita a una "musichetta"
(talora anche noiosa) ma costitiusce un elemento di alta qualità
all'interno del sito.
Saluti a tutta la lista
Oliviero Cresta
info@siteplotter.com
www.siteplotter.com |
|
| 20/09/2000 |
|
"Nel Web l'attenzione dell'utente deve essere rivolta
alla lettura dei link:
... Se c'è la voce l'utente è costretto prima a concetrarsi sulla
voce .... Potrei anche essere d'accordo (filosoficamente) ma ci
stiamo dimenticando che la voce puo' essere di vitale importanza
per i "visually impaired" (non vedenti o ipovedenti)
e che una guida vocale o la lettura di notizie sarebbe a dir poco
auspicabile. Qualcuno obiettera' che servizi simili gia' esistono
(per telefono) ma trovo che anche i non vedenti abbiano
diritto ad esperire la rete e -soprattutto- ad essere attori oltre
che spettatori, cio' che per telefono e' evidentemente impossibile
o comunque scarsamente funzionale."
la soluzione per non vedenti non e' assolutamente
questa. La soluzione e' quella di fare pagine "text only"
che i non vedenti utilizzano con hardware e software appositi,
che "traducono" su tavoletta braille o attraverso una
"lettura" con sintetizzatore vocale.
Infatti e' piuttosto naif pensare che il non vedente possa utilizzare
il suo computer fino ad arrivare ai siti senza ausili, fino ad
arrivare ad un luogo dove qualcuno gli legge le notizie... Il
computer, come ambiente, e' basato su "cose" da vedere
e/o
leggere: un non vedente semplicemente non lo puo' utilizzare,
se non con devices speciali, che ovviamente servono anche per
la navigazione su rete.
Per chi e' interessato a questi argomenti: http://www.cast.org/bobby/
saluti a tutti
Sofia Postai
sofia@vocabola.com |
|
| 23/09/2000 |
| La mia opinione...
"la mia modesta opinione: attualmente
l'audio puo' essere un ottimo veicolo pubblicitario laddove la
pubblicita' sia rivolta soprattutto a rafforzare il brand (immagine)
dell'azienda."
Non necessariamente... l'audio puo' aiutare
a memorizzare concetti, promozioni, concorsi, nuovi prodotti...
non ho evidenze nella mia carriera passata in cui mi occupavo
di adv di significative differenze di effetto dell'audio tra campagne
di brand e campagne di prodotto.
Che una colonna sonora coi fiocchi aiuti messaggi emozionali (e
quindi istituzionali) ok; e' il sopratutto che mi perplime...
"Percezione, da fruitore:
mentre navigo o leggo la posta elettronica , quando sento la traccia
audio di un promo televisivo mi e' impossibile non farci caso."
Io ci faccio poco caso.. ma se mi parte un
audio sul computer (ogni tanto su qualche sito mi capita) mi infastidisco.
Magari sono a casa ed e' sera tardi, magari sono in ufficio e
disturbo chi mi lavora vicino...
"Conclusione: l'audio e' un buon
veicolo pubblicitario, se lo si utilizza con criterio. Quale criterio?
Il criterio puo' essere stabilito dagli obiettivi strategici dell'azienda
e dal mercato in cui essa si muove. La risposta, insomma non puo'
mai essere ovvia o assoluta."
L'audio è un buon veicolo in adv. Resta da
dimostrare,credo, che serva veramente sul web. corretto definire
l'uso di tutti gli elementi della creatività sulla base degli
obiettivi e del mercato... ma anche sulle aspettative, le abitudini
e i desideri degli utenti ...
"(Elena, ma quante persone usi per far
funzionare la ML? Quando l'efficienza e' altissima sorge spontanea
la domanda...)"
Propongo l'erezione di un monumento colossale
ad Elena, la nostra moderatrice - che con spirito di servizio
ed facendosi un mazzo tanto tiene in piedi una di quelle che ritengo
una delle migliori mailing list italiane...
;-)
Roberto Venturini
Digital Vision Strategist e Partner
robven@tiscalinet.it |
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