Dev'essere stato un abbaglio di un
momento;
un tac di calamita, da una parola mia, o sua.
E io che ci ricasco, benché lo so come sono.
Ma… ti amo, mi ha ripetuto,
e come faccio a non riamarla, io che non chiedo altro.
Poi tutti a bocca aperta, che una come lei…
Con uno come me… che nemmeno col pensiero avrei osato.
Continuo a domandarmi com'è possibile che…
Chissà lei cos'ha in mente. Chissà in me cosa vede.
Chissà cosa ama, se pure ama.
Potrei supporre di non sapere come sono.
E che anche lei si domandi com'è possibile che…
Ma temo che sia più vero quello che so di sapere.
E lei, se non oggi e domani, riaprirà gli occhi.
Forse ci sta già pensando a come cavarsene fuori,
più avanti dei miei timori.
Non devo illudermi, perché dopo sarà peggio.
Meglio dirglielo subito, che se ha un sospetto, è vero.
Che faccia conto sia stato come uno sbaglio al
telefono:
Scusi, è il tal dei tali? No, non sono io. Scusi, come non detto.
Insomma, niente.
E che se vuole, può andarsene. |