E' un bretone, che ritorna al paese
natale
dopo aver fatto parecchi colpacci.
Egli passeggia davanti alle fabbriche a Doirnainè.
Non riconosce nessuno. Nessuno riconosce lui.
E' molto triste.
Entra in una friggitoria per mangiare frittelle
ma non può mangiarle: ha qualcosa in gola che glielo impedisce.
Paga, esce, accende una sigaretta. Ma non può
fumarla.
Vi è qualcosa, qualcosa nella sua testa, qualcosa di storto.
Egli è sempre più triste. E subito
comincia a ricordare.
Qualcuno gli ha detto quando era bambino: "Tu finirai sul
patibolo".
E per anni non ha mai osato fare niente. Né
attraversare la strada,
né prendere la via del mare... Niente, assolutamente niente.
E si ricorda. Colui che aveva tutto predetto è
lo zio Crazy R.
Lo zio Crazy R che portava a tutti scalogna. Il porco.
Il bretone pensa a sua sorella che lavora a Vugirard.
A suo fratello morto in guerra.
Pensa a tutte le cose che ha visto, a tutte le
cose che ha fatto.
La tristezza si stringe contro di lui.
Ancora una volta tenta di accendere una sigaretta.
Ma non ha voglia di fumare.
Allora decide di andare a trovare lo zio Crazy
R.
Va, apre la porta, lo zio non lo riconosce.
Ma lui lo riconosce, e gli dice:
"Buongiorno zio Crazy R". E poi gli torce il collo.
E finisce sul patibolo a Kimpere.
Dopo aver mangiato due dozzine di frittelle
e fumata una sigaretta.
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